IL CENTRO DIFESA CONSUMATORI A DI.TV.

Abbiamo accettato con piacere l'invito,
per l'intervista che ci ha permesso
 di far luce sulle attività a tutela del consumatore.



CLASS ACTION GRUPPO VOLKSWAGEN


Interessante opportunità per i nostri associati In seguito all'ammissione della Class Action nei confronti di Volkswagen relativa all’installazione del dispositivo EGR per ridurre le emissioni inquinanti, che propone di richiedere un risarcimento del 15% sul prezzo del veicolo.
In merito alla questione che, si stima, vede coinvolte circa 650 mila auto in Italia è stato rilevato il comportamento contraddittorio di Volkswagen, che alla pubblicizzazione di determinate caratteristiche dei veicoli in campagna vendite ha fatto seguire la successiva installazione dei dispositivi EGR, tale da indurre il consumatore in errore riguardo le caratteristiche del veicolo stesso.
Avranno la possibilità di richiedere un risarcimento i consumatori che dal 15 agosto 2009 al 26 settembre 2015 hanno acquistato un’auto del Gruppo VOLKSWAGEN, AUDI, SEAT e SKODA con motore EA189 Euro 5 in cui è stato installato il dispositivo EGR, in sostanza motorizzazioni a gasolio.
A tal fine occorre effettuare l’adesione alla Class-Action entro il 1 ottobre 2017 e pertanto informiamo che la nostra associazione offre assistenza per consentire a tutti gli interessati di partecipare all’eventuale risarcimento disposto dal Giudice.
Chi fosse interessato può presentarsi presso i nostri sportelli quanto prima per la procedura di adesione.

Non esitate, per eventuali dubbi o domande a contattarci al 0546/665583 o inviare mail a info@difesaconsumatoriravenna.it.

Giornata del risparmio

In occasione della giornata del risparmio, il Centro Difesa Consumatori organizza per sabato 12 novembre dalle ore 9 alle 12 presso la Piazza del Popolo di Faenza un punto informativo per la tutela del risparmio, distribuendo gratuitamente il decalogo del risparmiatore a tutti gli intervenuti. 

Vacanze da Incubo

E come sempre, anche quest’anno l’estate per tutti con il suo sole e per tanti anche con il suo mare sta per volgere al termine e lasciarci con il suo arrivederci a presto. Un arrivederci però che per alcuni potrà risultare alquanto più sgradito che per altri, in quanto spesso accade che molti aspettino l’intero anno sperando di partire per la propria vacanza dei sogni ritornando invece a casa solamente con l’amarezza per non esser rimasti sul divano di casa.
Troppo spesso infatti accade che ci fidiamo di chi ci propone un pacchetto irrinunciabile che rimpiangeremmo tutta la vita altrimenti, per scoprire troppo tardi che il sogno che ci era stato così idealmente prospettato, una volta aperti gli occhi, non é  altro che in realtà una vera e propria vacanza da incubo.
Quando questo accade e si riscontrano problemi che non dovrebbero esserci é bene avvisare tempestivamente il tour operator, che altrettanto tempestivamente dovrà essere in grado di risolverli, ma se così non fosse e ciò che ci viene proposto non ci soddisfa, sarà bene armarsi di impermeabile, lente di ingrandimento e smartphone alla ricerca di prove fotografiche e testimonianze che supportino quanto accaduto e inviare dunque un reclamo scritto entro 10 giorni lavorativi dal giorno del rientro.
Cosa si può chiedere?
Innanzitutto distinguiamo fra richiesta di rimborso e di risarcimento, per cui cadremo nella prima casistica se un servizio incluso nel pacchetto ci viene negato o si chiede la restituzione di quanto pagato in caso di situazione imprevista, sempre a fronte di una mancanza dell’organizzatore del viaggio, calcolabile in base al valore del servizio rifiutato insieme alle eventuali spese extra sostenute, si parlerà di risarcimento invece se la richiesta verterà su un’“attenuazione del disagio” e dovrà essere calcolato considerando l’effetto che una situazione del genere ha provocato in chi a suo malgrado ha dovuto subirla.
Nella lettera, che sarà bene inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno  al tour operator come all’agenzia,  ogni richiesta dovrà essere quantificata indicandone con precisione il valore monetario che si ritiene opportuno ricevere.
Una tale equivalenza risulterà più semplice nel caso di un servizio mancato, in quanto si tratterà di richiedere la restituzione di quanto pagato per esso, insieme alle eventuali spese extra che includeranno i costi sostenuti dal noi per sopperire a una tale mancanza, mentre per quanto riguarda  la valutazione del disagio subito, sarà da considerare il tipo di disagio riscontrato, la sua durata e il costo totale della vacanza. Una tale stima potrà risultare ancor più difficoltosa in quanto non si dispone di parametri oggettivi per ipotizzarla.
Nel caso potrete rivolgervi presso i nostri sportelli per l’assistenza necessaria.

Telefonate Moleste

Arrivati a casa di ritorno da una giornata al lavoro in cui il tempo pareva essersi fermato all’ora di pranzo, in cui contiamo i secondi che ci separano dal poter appoggiare le nostre membra tanto stanche su quella poltrona tanto comoda che l’unica cosa al mondo che desideriamo in quel momento é di rimanere lì per sempre, può accadere e non certo di rado, che il telefono, che si trova fra l’altro nell’altra stanza, inizi a squillare. Così, ci trasciniamo verso la fonte di quel suono che proprio in quel momento sembra essere più fastidioso del solito, domandandoci chi possa essere la persona che vuole parlare con noi e cosa possa giustificare la sua voglia di chiamarci ad un orario in cui la cosa migliore per lui  sarebbe cenare. Un parente malato che ha rimasto solo noi al mondo o quello australiano che non ha realizzato ancora che l’utilizzo di un pc per contattarci sarebbe più comodo per entrambi?
Da qui la nostra sorpresa e il nostro stupore quando ci rendiamo conto che non si tratta di nessuno dei due. E da qui la nostra irritazione e il nostro fastidio quando questa terza persona ci chiede come abbiamo abbiamo potuto vivere la nostra vita fino a quel momento con un piano telefonico che a suo parere ci ha fatto sprecare due centesimi al mese che con il suo sarebbero stati risparmiati.
Se fino a poco tempo fa una situazione così poteva accadere ogni giorno ad ogni ora, fortunatamente é recente l’approvazione da parte dell’Assocontact, l’Associazione Nazionale dei “Contact Center in Outsourcing”, di un codice etico atto a regolamentare l’attività molesta di tutti questi operatori che non potranno più telefonare di domenica e né durante i giorni festivi decretando inoltre che il tono della conversazione che dovranno stendere con chi risponderà, dovrà essere rigorosamente amichevole, gentile e soprattutto non invadente.
Nel  sicuramente molto improbabile caso in cui tale norma di buona condotta non venga rispettata, ciò che rimane da fare é l’iscrizione al Registro delle Opposizioni che ha il potere di fermare qualsiasi telefonata  a scopo commerciale, per fare ciò siamo lieti di aiutarvi nella sede della nostra associazione negli orari indicati.

I buoni valgono il pasto?

Una questione da sempre abbastanza spinosa che riguarda chi lavora e chi vuole mangiare gratis sembra  aver trovato il proprio epilogo definitivamente con una recente sentenza della Cassazione che ahimè non renderà felici gli interessati. Chi difatti usufruisce di buoni pasto concessi dall’azienda per cui lavora si é sempre chiesto se questi ticket nei dovuti casi fossero imponibili di rimborso e se la risposta fino a poco tempo fa non era del tutto chiara ora purtroppo lo é diventata. È stata stabilito infatti che i ticket restaurant non consistono in una voce del reddito ma bensì vengono definiti come una semplice “agevolazione”, un aiuto che la benevola azienda fornisce ai suoi lavoratori per dunque “agevolarlo”, offrendo dunque a coloro che svolgono attività fra il mattino e il pomeriggio un piccolo segno di gratitudine. E siccome la gratitudine non può essere monetizzata, il loro valore non andrà ad aggiungersi alla busta paga.
Questo significa che in caso di mancato versamento dello stipendio se il lavoratore avrà certamente diritto a pretendere il pagamento della busta paga arretrata cosi non sarà per i buoni da lui non goduti, che per una svista sicuramente involontaria dell’azienda benevola saranno da ritenersi definitivamente perduti nel nulla.

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